post-avatar

Domani, domani…; siamo talmente intenti a sognare un futuro migliore che non ci rendiamo conto che il domani è adesso.
Stavo raccogliendo un po’ di foglie cadute sul lastricato dietro casa; avevo recentemente “attraversato” un periodo terribile della mia vita e sentivo il cuore in mille frantumi; ad un tratto mi sono ritrovata lì, in una tiepida e soleggiata giornata, con le foglie, la brezza leggera che cercava di sparpagliarle nuovamente, la scopa di saggina, senza alcun rimpianto per il passato né alcun pensiero proiettato nel futuro ed ho provato una gioia improvvisa che mi riempiva completamente. Ho sperimentato il dolore e la gioia, esistenti contemporaneamente dentro di me, entrambi perfettamente reali. Non so come una tale contraddizione di termini sia possibile ma è stato effettivamente così. Purtroppo le parole sono limitate e non riesco a rendere meglio la situazione, posso solo aggiungere che l’ho vissuta sulla mia pelle e che quindi è possibile per chiunque.
Una vecchia leggenda Indù racconta che vi fu un tempo, in cui tutti gli uomini erano dei.
Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma - signore degli Dei - decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in un posto, dove fosse impossibile trovarlo.
Il grande problema fu dunque quello di trovare un nascondiglio.
Quando gli Dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma, essi proposero la cosa seguente:
“Seppelliamo la divinità dell’uomo nella terra”.
Brahma tuttavia ripose:
“No, non basta. Perché l’uomo scaverà e la ritroverà”
Gli Dei allora replicarono:
“in tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli oceani”
E di nuovo Brahma rispose:
“No, perché prima o poi l’uomo esplorerà le cavità di tutti gli oceani e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie”.
Gli Dei minori conclusero allora:
“Non sappiamo dove nasconderla, perché non sembra esistere - sulla terra o in mare - luogo alcuno che l’uomo non possa una volta raggiungere”.
E fu così che Brahma disse:
“Ecco ciò che faremo della divinità dell’uomo: la nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perché è il solo posto, dove non gli verrà mai in mente di cercarla”.
A partire da quel tempo - conclude la leggenda - l’uomo ha compiuto il periplo della terra, ha esplorato, scalato montagne, scavato la terra e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che è dentro di lui.

Il giardino segreto

Il giardino segreto

Il giardino segreto è qui per ricordarci che esiste quel luogo. Non dobbiamo però andare molto lontano per trovarlo: come racconta la leggenda, è dentro di noi e possiamo intraprendere questo viaggio subito, non abbiamo bisogno di bagagli pesanti, ci intralcerebbero, occorre solo la nostra disponibilità a scoprire come siamo veramente, con i nostri difetti (tanti, forse direte) e con i nostri pregi (nessuno?) ma con la consapevolezza che i difetti odierni saranno i nostri veri pregi, senza più la necessità di mascherare tutto quanto. Tutto inizia da qui, ora, nel punto in cui sono posati i nostri piedi.
Sicuramente ciascuno di voi avrà sperimentato, almeno una volta nella vita, un momento di gioia; il fatto che sia successo è testimonianza del fatto che ciò può succedere ancora. È un poco come il principio dei vasi comunicanti: un po’ di gioia in un piccolo contenitore ne richiama da un altro più grande e stracolmo, perché la vita è gioia.

Leave a Reply