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Gioca, nonna, gioca; tappedo per giocatori dai cinque anni in su

Gioca, nonna, gioca; tappeto per giocatori dai cinque anni in su

Gioca, nonna, gioca, questo è il ritornello preferito da Gabriel, mio nipote, quando mi occupo di lui.
Qualsiasi cosa egli faccia, la devo fare anche io, con questo pensiero ho ideato per lui un tappeto; prendendo spunto dal gioco dell’oca, ho ideato un percorso, con caselle di vario genere, e “inventato” nuove regole, scritte in rima, che stamperò su un “libro” di stoffa (giusto per non perdere il vizio).

e vai col cinque

e vai col cinque

Venerdì 27 febbraio ha compiuto cinque anni, bella ricorrenza per fargli questo dono.
Ho iniziato il tappeto il 23 ottobre 2008, periodo in cui preparavo anche il materiale da portare alla Country Life; poiché stava riuscendo bene avevo pensato di finirlo per quell’occasione, in fondo se fosse stato acquistato avrei sempre fatto in tempo a confezionarne un altro per Gabriel…
Mentre lo confezionavo pregustavo già i momenti di spasso che avremmo avuto insieme; arrivo alla fase finale della quiltatura e, orrore, la sbaglio completamente. E’ vero, sono solo tre anni che faccio patchwork, però un pasticcio del genere non l’avevo mai combinato: centimetri di stoffa in eccedenza a formare grinze su grinze. Ho dovuto così abbandonare il progetto e terminare gli altri, più urgenti, per la fiera. Ho utilizzato poi i momenti di calma della Country Life, dieci giorni sono lunghi, per scucire tutte le impunture, in modo da ricominciare tutto daccapo.

il primo lancio di dado

il primo lancio di dado

Come è potuto accadere?
Lo scopo dello yoga è di unire i vari “pezzi” della nostra personalità.
In realtà non abbiamo solo un corpo fisico, diversi sono i corpi che ci compongono: quello delle emozioni, dei desideri, che prende il nome di corpo astrale, quello dei pensieri, il corpo mentale, poi la nostra anima, il corpo causale; questi, ad una vista più sviluppata, sono ben visibili, hanno una loro forma.
Mi tornano alla mente le parole del mio insegnante di Raja Yoga che, per farci comprendere, ci spiegava che la nostra anima è un po’ come Carlo Magno che cerca di tenere asserviti a sé tutti i territori da lui conquistati, territori che possono essere assimilati ai nostri corpi e che spesso e volentieri sono in contrapposizione: noi non ce ne rendiamo conto ma, normalmente, pensiamo ad una cosa, ne desideriamo un’altra e poi magari facciamo qualcosa di diverso ancora (e poi ci meravigliamo se le cose non vanno come avremmo voluto). Da tutto questo si può comprendere il motivo per cui ho commesso un pasticcio così grande nella confezione di quel quilt. Ed ora sto divertendomi insieme con Gabriel e, quando possibile, con mio marito.

One comment for “Gioca, nonna, gioca”

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Heck of a job there, it absolutley helps me out.

Agosto 19th, 2011 at 20:03

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