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Manifesta la felicità della vita creando,
         e volgi lo sguardo al deserto.
Comprendi il grande dono d’amore al Dio Uno.
Sviluppa l’intuizione,
a percepire l’unità futura del genere umano.
L’unica salvezza sta nel volgere lo spirito
         alla luce del Vero.
Il grande dono dell’amore vive nella sola visione
         accordata
         all’anima impavida. Oh tu, che hai visto!

L’arte pura è l’espressione dello spirito
         radiante.
Mediante l’arte hai la luce

     M. Morya

Se pensiamo ad un artista, probabilmente ci viene in mente lo stereotipo del bohemien squattrinato; in realtà il vero artista è colui che ha saputo coniugare il cuore con la mente, di conseguenza colui che, in una certa misura, ha realizzato lo yoga. Il termine yoga deriva dal sanscrito, la cui radice yug significa esattamente unire. Unire tutti gli aspetti del sé inferiore, sotto la guida dell’anima che può essere vista come la nostra parte intuitiva.
In fondo l’arte senza l’intuizione è senz’anima, così come è immatura senza il pensiero logico. Quanto più profondamente si fa affidamento sull’intuizione, tanto più personale ed artistico sarà il proprio lavoro. Quanto più si è in grado di impiegare i principi che governano quel determinato settore artistico, tanto migliore e più potente sarà il proprio lavoro. Con l’intuizione e la logica si ottiene un’opera che proviene dall’interno e temperata dall’esperienza. Il massimo conseguimento per un artista sarebbe di non affidarsi unicamente all’intuizione ma di non dipendere completamente dalla logica.
E il patchwork? Possiamo applicare quanto detto sopra anche a questa attività, così come a qualsiasi altro atto creativo, ad esempio la preparazione di una semplice ciambella, fatta seguendo la ricetta tradizionale ma con l’aggiunta di quell’ingrediente “segreto” che la rende la nostra opera d’arte.

Inno alla Vita

Inno alla Vita

Un aneddoto sul quilt raffigurato: osservando l’immagine si può notare che c’è molto “machine embroidering”, realizzato girando continuamente il lavoro, senza l’utilizzo della “retromarcia”. La mia macchina per cucire è dotata della leva alza piedino che si aziona con il ginocchio, operazione che ho dovuto compiere ripetutamente. Il periodo in cui lo confezionavo era estivo perciò avevo le ginocchia scoperte, sentivo un certo prurito, ma pensavo a qualche pizzico di zanzara, osservando poi la zona vedo che è ricoperta di bollicine; essendo allergica al metallo, l’operazione di alzare continuamente il piedino mi aveva procurato quella bella irritazione: cosa non si farebbe per l’arte!

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