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Torna a casa Lassie.
Ma noo, è già tornato. Di cosa sto parlando? Del quilt che ho inviato al concorso di Sitges intitolato “la mia musica” (spero di non avere offeso il cane, con questo paragone!)
Sono solo tre anni che faccio patchwork e non mi sentivo abbastanza “brava” per partecipare ad un concorso ma in questo caso “galeotta” fu Maria, la mia amica di Desenzano, che mi ha stimolata ad acquistare il pannello in seta per partecipare al concorso, in fondo era una bella sfida e l’ho accettata.
Già dall’ordine sono sorti i primi problemi: la Visa non era accettata, mah, forse era il “segno” che non dovevo partecipare… Il giorno seguente al tentativo fallito mi arriva una mail in cui mi si propone il contrassegno per acquistare il pannello di cui avevano notato il mio interesse. Le mie “resistenze” si sono dimostrate vane, non posso più fuggire, accetto. In breve mi arriva il pacco: molto bello, cosa posso farne ora?

Pannello originale

Pannello originale

La prima idea mi giunge dalle piccole spirali che si chiudono in forme più o meno sferiche: il cerchio della vita, da qui alla canzone di Elton John, che ho in CD, il passo è breve; riascoltando la canzone, l’idea si concretizza. “Un giorno arriviamo sul pianeta e sbattendo le palpebre camminiamo verso il sole…”
Si legge, nei libri dell’antica saggezza, che l’anima, prima di incarnarsi, fa risuonare la propria nota, per scoprire dove è “stonata” e potere così intervenire in quel settore. Cosa di più bello della tastiera a simboleggiare i vari accordi? Al centro di tutto ciò il sole e voilà, il gioco è fatto.
Già, dal pensiero bisogna passare all’azione, mi occorrono altre sete per realizzare il progetto. Il giorno prefissato per l’acquisto viene a nevicare, temerariamente riavvolgo il pannello nella velina blu con cui mi era stato recapitato e, sfidando le intemperie, prendo il treno che mi porta a Bologna.
Un fiocco di neve impudente entra nella sportina in cui avevo messo il tutto e bagna la carta: orrore! Quando riapro il pacchetto il pannello ha alcuni puntini blu. Non contenta, cerco di smacchiarlo (dopo avere consultato il magico libretto con istruzioni per rimuovere ogni tipo di macchia) e ciò che prima era minuscolo ora è ben evidente, ingrandito dal liquido utilizzato! Gliene ho fatte di tutte e di più: l’ho bruciacchiato, ho tagliuzzato il backing, dopo la trapuntatura… Nonostante tutti questi “sforzi” è venuto bello, perlomeno ai miei occhi, non è forse vero che “ogni scarrafone è bello a mamma sua”?
A me il compito di scoprire cosa si celava dietro tutto ciò (vedi anche gioca, nonna gioca), in fondo non è tanto importante il mezzo quanto il fine e questo è la possibilità di scendere sempre più all’interno di se stessi per conoscersi meglio, a voi il divertimento di leggere le mie “disavventure”.

Ecco iil mio cerchio della vita

Ecco iil mio cerchio della vita

Concludo con il testo della canzone che mi pare molto “in tema”:

CIRCLE OF LIFE

From the day we arrive on the planet
And blinking step into the sun
There’s more to see than can ever be seen
more to do than can ever be done
There’s far too much to take in here
More to find than can ever be found
But the sun rolling high
Through the sapphire sky
Keeps great and small on the endless round.

It’s the circle of life
And it moves us all
Through despair and hope
Through faith and love
Till we find our place
On the path unwinding
In the circle
The circle of life.                                       Elton John

particolare del trapunto

particolare del trapunto

Pace nei vostri cuori

One comment for “Torna a casa Lassie”

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The article is usefull for me. I’ll be coming back to your blog.

Giugno 13th, 2009 at 22:28

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